Festival 2023 – Le 4 sfide per il manifesto

Facebook
Twitter
LinkedIn

Dialogo istituzionale: migliorare il dialogo tra giovani, mondo adulto ed istituzioni
Il dialogo tra giovani, mondo adulto e istituzioni è fondamentale per costruire una società più inclusiva e consapevole. I giovani sono portatori di idee e prospettive innovative che possono arricchire il dibattito pubblico e contribuire alla soluzione dei problemi sociali. Dall’altro lato, il mondo adulto ha esperienza e conoscenze che possono guidare i giovani nella loro crescita personale e professionale. Le istituzioni, invece, sono responsabili di creare le condizioni per un dialogo aperto e costruttivo. Dai giovani che hanno lavorato a preparare il Festival è emersa la volontà di incidere sulla propria società e sulla propria comunità, costruendosi un ruolo positivo. Questo però viene reso complesso da una serie di circostanze che inibiscono la loro partecipazione effettiva. Dalla mancanza di appoggio e di ascolto alla difficoltà di incontrarsi e costituirsi parte sociale credibile. I giovani però sono determinati a darsi un ruolo in qualità di soggetto attivo e costruttivo. Come possiamo migliorare dunque il dialogo tra i giovani, il mondo adulto e le istituzioni?

Facilitare e accrescere il protagonismo dei giovani
Garantire che i giovani siano protagonisti della società è fondamentale perché oltre a rappresentare il futuro del Paese ne rappresentano anche il dinamico presente. I giovani affrontano un contesto sfidante che impatta le loro possibilità di partecipazione politica e civica. Da una parte, la volontà e la necessità di individuare nuove forme e metodi per contribuire alla crescita materiale e spirituale della società. Dall’altra, l’incedere di costanti trasformazioni economiche che incidono su molteplici aspetti della loro vita, tra cui la mobilità (sociale e fisica) e il cambiamento a volte radicale delle priorità di vita rispetto alle generazioni precedenti. I giovani sono alla ricerca di un loro posto all’interno della comunità in cui risiedono oppure vogliono contribuirvi anche se non la abitano più, mettendo in valore per il proprio territorio di origine una serie di competenze e idee che hanno acquisito grazie alla loro accresciuta esperienza. Inoltre, i giovani sono alla ricerca di nuovi modi e metodi per contribuire e costruire un presente ed un futuro migliore per sé stessi e gli altri. Allora, come fare per facilitare e accrescere il loro protagonismo nella società?

Inclusione e aree interne: contrasto all’isolamento, favorire l’incontro tra le giovani generazioni
La volontà dei giovani di includersi nella società è uno dei grandi temi dell’attualità. Molti giovani desiderano partecipare attivamente alla vita del Paese, ma spesso sono (o si sentono) esclusi e marginalizzati. L’’inclusione delle aree interne è un tema molto legato a questo sentimento collettivo, dato che i giovani che vi appartengono molte volte non riescono ad avere (o trovare) occasioni di incontro con altri delle loro generazioni, indirizzate alla possibilità di costruire e contribuire alla propria comunità. La creazione di spazi sociali e di luoghi di incontro per i giovani è parsa come una necessità in questo senso, per aiutare i giovani a costruire un senso di appartenenza alla comunità e a sentirsi parte di un progetto comune. L’inclusione delle aree interne può quindi essere vista come un’opportunità per il paese e per le giovani generazioni di costruire un futuro migliore e sostenibile. Come possiamo dunque favorire l’incontro tra le giovani generazioni, con particolare riguardo alle aree meno centrali del Paese?

Scuola e lavoro, sentirsi parte in modo diverso
Il lavoro e la scuola sono fondamentali per l’inclusione dei giovani nella società. Infatti, entrambi offrono la possibilità di dare il proprio contributo e sentirsi parte di una comunità. Il lavoro, in particolare, è essenziale per l’autonomia e la realizzazione personale. Grazie a un impiego, i giovani possono acquisire esperienza, sviluppare competenze e costruire un futuro migliore per sé stessi e per gli altri. Inoltre, il lavoro può rappresentare un’opportunità per incontrare e socializzare con altre persone, aprendo nuovi orizzonti e possibilità. La scuola, invece, rappresenta una base solida per la vita futura. La formazione ricevuta prepara i giovani a comprendere meglio il mondo in cui vivono, sviluppa (o dovrebbe sviluppare) il pensiero critico e gli strumenti necessari per affermarsi nella società. In questo modo, la scuola offre alle persone la possibilità di migliorare le proprie condizioni di partenza costruendo una base culturale e conoscitiva essenziale per diventare cittadini responsabili e attivi. Il contesto attuale pone una serie di problematiche e sfide alla partecipazione giovanile connesse sia all’età scolastica e lavorativa. Ad esempio, le pressioni attuali verso i giovani nei confronti del mondo del lavoro e dell’istruzione sono tali da inibire la loro volontà di prendere parte ad una comunità generale che non riconoscono e che, a sua volta, non sembra riconoscere loro. Inoltre, la difficoltà delle scuole di intercettare la volontà di partecipazione dei giovani complica ulteriormente la capacità di contribuire. La scuola, inoltre, ha sempre meno la funzione di ascensore sociale e tende a riprodurre le disuguaglianze. Come possiamo dunque facilitare la partecipazione dei giovani agendo in questo duplice contesto?

Potrebbe interessarti anche: